Press area

Ministero per i Beni e le Attivita Cuturali
La Biennale di Venezia
SNCCI - Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani

CSS Valido!
Designed by:
Deborah Ferraro

Tehroun (Tehran)

Iran-Francia, 2009, HD, col. 95’
 

Scheda film


Regia: Nader T. Homayoun
Sceneggiatura: Nader T. Homayoun, Jean-Philippe Gaud, Mehdi Boustani
Fotografia: Rémi Mazet
Montaggio: Jean-Philippe Gaud
Musica: Christophe Julien, Stéphane Le Bellec
Scenografia e costumi: Massa Azimi
Suono: Massud Shahverdi, David Chaulier
Interpreti: Ali Ebdali, Sara Bahrami, Farzin Mohades, Missagh Zareh, Shahrzad Kamal Zadeh, Rovina Sekhavat, Attila Pessiani, Pejman Bazeghi
Produzione: Nader T. Homayoun & Jean-Philippe Gaud per Alias Films

Contatti


Production company: Alias Films in association with Avenue B Productions
Alias Film
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Address: 201 rue Marcadet, 75018 Paris (France)
Telephone: +33 (01) 42584021

Caroline Bonmarchand (Avenue B Productions)
Website: www.avenuebprod.com
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Address: 7 bis rue Geoffroy Marie – 75009 Paris (France)
Telephone: +33 1 48 00 02 35 (office); +33 6 22 14 20 19 (mobile)

Distributor: Memento
Tania Meissner / Emile Georges
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Telephone: +33 1 53 34 90 29

Press contact
Magali Montet
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Telephone: +33 6 71 63 36 16
Delphine Mayele Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Proiezioni


Sala Perla 2
Martedì 8 settembre, ore 14:00
Proiezione stampa: lunedì 7 settembre, ore 20:00
Replica: mercoledì 9 settembre, ore 09:00




Q&A - 8.09.09

Ibrahim gira per le strade di Tehran chiedendo l’elemosina, in braccio ha un neonato. Racconta di essere vedovo, ma scopriamo in realtà che è in attesa che la moglie incinta lo raggiunga; intanto divide una stanza con due amici, Fatah e Madjid. Rimasti vittime di un raggiro i tre uomini cercheranno di risolvere la questione mettendosi sulle tracce della ladra e cercando nello stesso tempo di procurarsi i soldi per pagare un debito imponente, entrando così sempre più in contatto con loschi giri in un crescendo di situazioni e con un epilogo imprevisto.
 
 
Tre uomini e un neonato a Tehran, o meglio a Tehroun come viene pronunciato il nome della capitale iraniana nello slang di chi vive nei quartieri più popolari. Non è una commedia ma un drammatico e intenso film di grosso impatto per i temi trattati. Ibrahim il volenteroso, Fatah il saggio e Madjid l’ingenuo non hanno nemmeno una culla, ma dividono uno stanzone al pian terreno dai muri scrostati, con i materassi allineati sul pavimento su cui sono ammonticchiate coperte variopinte e un fornellino da campo. Il lunario lo sbarcano come possono. Il bimbetto Ibrahim lo ha affittato per guadagnare meglio con le elemosine. Fatah guida un taxi. Madjid è il più giovane e scanzonato.
Nella capitale del Paese degli ayatollah la vita scorre veloce. Non si odono Muezzin. I muri bianchi e i cancelli scuri proteggono appartamenti e ville residenziali, le strade piene di buche e di pozze attraversano mercati e abitazioni fatiscenti. Le attività e i comportamenti delle persone che Nader T. Homayoun mostra nel suo lungometraggio di esordio sono molto lontani dall’immagine della società restituita dai media. Non vi è cenno a movimenti politici o a forme di opposizione, piuttosto emerge un profondo malessere che alimenta e si alimenta nella corruzione e nel crimine, con tanto di rapine, ricettazione, droga, prostituzione, tratta e sfruttamento dei minori. Neanche le moschee con i loro oculati prestiti a garanzia sembrano uscirne bene in questo film asciutto, dalla trama incalzante e dai personaggi molto ben delineati, stilisticamente ammiccante al neorealismo ma privo di compiacimenti formali, capace di rendere con sguardo originale un mondo pervaso di conflitti sociali. Nulla a che vedere con i lenti piani sequenza simbolicamente espressivi ed esteticamente raffinati dei maestri del cinema iraniano. Un film scioccante, espressione di una delle nuove tendenze del giovane cinema di quell’area.
 
Nader T. Homayoun, nato a Parigi nel 1968, scopre l’Iran per la prima volta negli anni della rivoluzione islamica. Nel 1993, superato il concorso per entrare al dipartimento di regia dalla FEMIS di Parigi, decide di stabilirsi in Francia. Già selezionato a Venezia con il suo cortometraggio C’est pour bientôt (2000), nel 2005 ha realizzato il documentario Iran, une révolution cinématographique, storia dell’Iran attraverso il suo cinema, presentato in diversi festival internazionali.  
 

Selezione lingua

Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)

Partner e Sponsor

BNL-gruppo bnp paribas

Regione Veneto

Lancia

La Città di Caorle per il cinema

Atlantide Entertainment

Provideo Service

Calendario

<<  Luglio 2010  >>
 L  M  M  G  V  S  D 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
19202122232425
262728293031