Evento Speciale – in collaborazione con le Giornate degli Autori Videocracy (Videocrazia)
Svezia, 2009, HD, col., 80’
Regia: Erik Gandini Fotografia: Manuel Alberto Montaggio: Johan Söderbergh Musica: Johan Söderbergh Suono: Hans Moller Sala Perla 2 Giovedì 3 settembre, ore 19:00
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Lele Mora, Simona Ventura, Flavio Briatore, Fabrizio Corona, aspiranti veline e tronisti sono i protagonisti, a volte consapevoli altre no, di un affresco spietato che ritrae gli ultimi trent’anni della televisione (e della politica) italiana dall’avvento delle tv private a oggi.
Cos’è la “videocrazia”? Secondo Erik Gandini, italiano d’origine e svedese di adozione, che ha più volte affrontato nei suoi documentari aspetti chiave del mondo contemporaneo, come in “Surplus” e “Gitmo”, è il sistema di potere televisivo di cui l’Italia offre oggi l’esempio più consistente ed emblematico. “Videocracy” non è esattamente un film su Berlusconi ma un film sull’Italia berlusconiana di lunga durata: fisiologicamente, sociologicamente e forse persino antropologicamente berlusconiana. L’Italia in cui, come afferma Nanni Moretti ne “Il Caimano”, «Berlusconi ha già vinto». Un’Italia trentennale, ossessionata dall’esibizionismo sessuale e dalla totale assenza di freni morali - con ogni probabilità anche molto incapace di guardarsi allo specchio – che viene restituita dallo sguardo attento di uno “straniero” sui generis, la cui relativa italianità gli ha consentito una conoscenza sul campo del fenomeno analizzato. Ma il suo film non rincorre l’attualità o lo scandalo. Non insegue la notizia o il gossip. Sviluppa piuttosto una distanza critica singolare rispetto alle circostanze e ai personaggi rappresentati o ai materiali di repertorio selezionati e assemblati: distanza critica fatta di straniamento e profondo sdegno allo stesso tempo. E che nello spettatore italiano, convinto magari di aver già visto tutto ciò o di saperne anche di più, può sortire persino un prezioso effetto terapeutico. Erik Gandini, nato a Bergamo nel 1967, si trasferisce in Svezia all’età di 18 anni dove vive tutt’ora. Il suo primo documentario, Raja Sarajevo, realizzato nel 1994, narra la storia di un gruppo di giovani amici nella Sarajevo assediata. Da allora ha realizzato documentari che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in ambito internazionale: Not Without Prijedor nel 1996, Amerisians nel 1998, Sacrificio - Who betrayed Che Guevara? nel 2001, in co-regia con Erik Saleh, Surplus - Terrorized into being Consumers nel 2003. Prima di Videocracy ha co-diretto sempre con Tarik Saleh Gitmo – The New Rules of War, presentato in anteprima all’IDFA di Amsterdam nelle sezioni “Joris Ivens” e Amnesty International Award. Gitmo ha vinto il primo premio al Seattle International Film Festival 2006 ed il gran premio della giuria al Miami Film Festival 2006.
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